🏰 Costruire un mondo che non esiste e far credere al lettore che potrebbe esistere

πŸ“Œ Introduzione

Una cittΓ  costruita sul dorso di una creatura gigantesca.

Un regno nel quale la magia puΓ² essere utilizzata soltanto dopo il tramonto.

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Un continente diviso da un oceano che nessuna nave Γ¨ mai riuscita ad attraversare.

Una civiltΓ  che considera i sogni documenti ufficiali.

Per cominciare a costruire fantastici mondi immaginari non serve necessariamente avere giΓ  disegnato cinque continenti, inventato duemila anni di storia e compilato l’albero genealogico di ogni dinastia reale.

PuΓ² bastare una buona idea.

Il resto nasce dalle conseguenze.

Se la magia funziona soltanto dopo il tramonto, cosa succede durante il giorno?

Chi controlla chi puΓ² utilizzarla?

Esistono lavori che vengono svolti esclusivamente di notte?

Le cittΓ  sono illuminate diversamente?

Le guerre si fermano all’alba?

Una singola regola comincia improvvisamente a produrre economia, politica, abitudini e conflitti.

Questo Γ¨ uno dei segreti del worldbuilding: inventare non significa aggiungere continuamente cose.

Significa soprattutto collegarle.

Treccani distingue il fantasy dalla fantascienza proprio perchΓ© l’ambientazione fantastica non cerca necessariamente una verosimiglianza tecnico-scientifica e puΓ² accogliere magia, elementi fiabeschi, saghe e mitologie.

Questo perΓ² non significa che nei fantastici mondi immaginari tutto possa accadere senza conseguenze.

Un mondo puΓ² contenere draghi, portali, divinitΓ  e cittΓ  sospese.

Il lettore accetterΓ  facilmente l’impossibile se percepisce che, dentro quella storia, l’impossibile possiede delle regole.

Il nostro obiettivo non Γ¨ quindi creare un mondo realistico.

È creare un mondo credibile alle proprie condizioni.

fantastici mondi immaginari

🌍 Partire da una sola idea forte invece che da un’intera enciclopedia

Uno degli errori piΓΉ comuni quando iniziamo a costruire un universo fantastico consiste nel voler decidere immediatamente tutto.

Disegniamo la mappa.

Inventiamo sette religioni.

Scriviamo la cronologia delle guerre.

Creiamo le monete.

Decidiamo come funzionano i funerali.

Poi ci accorgiamo che non abbiamo ancora una storia.

Proviamo l’approccio contrario.

Partiamo da una domanda.

Cosa succederebbe se i ricordi potessero essere venduti?

Da questa idea possono nascere decine di conseguenze.

I ricchi potrebbero comprare esperienze che non hanno mai vissuto.

Qualcuno potrebbe vendere un ricordo doloroso per dimenticarlo.

Potrebbe esistere un mercato nero.

I tribunali potrebbero utilizzare ricordi come prove.

Qualcuno potrebbe falsificarli.

Ecco che il mondo comincia a costruirsi quasi da solo.

Un’altra idea:

Ogni persona nasce conoscendo la data della propria morte.

Come cambierebbe la societΓ ?

Esisterebbero assicurazioni diverse?

Le persone con una vita prevista molto lunga sarebbero considerate privilegiate?

Qualcuno cercherebbe di dimostrare che la data puΓ² essere modificata?

Potremmo partire anche da qualcosa di visivo:

Una cittΓ  costruita interamente all’interno di un enorme cratere.

Perché è lì?

Cosa esiste fuori?

Chi controlla le vie di accesso?

I fantastici mondi immaginari diventano interessanti quando l’idea iniziale produce domande.

Non quando produce soltanto decorazioni.

πŸ—ΊοΈ Dare una geografia ai fantastici mondi immaginari

Disegnare mappe Γ¨ probabilmente una delle attivitΓ  piΓΉ divertenti del worldbuilding.

Montagne.

Fiumi.

Isole.

Foreste.

Capitali.

Confini.

Ma una mappa diventa davvero utile quando la geografia influenza la storia.

Immaginiamo due regni separati da una catena montuosa quasi impossibile da attraversare.

Questa caratteristica geografica avrΓ  conseguenze.

Le due popolazioni potrebbero essersi sviluppate in modo molto diverso.

Gli scambi commerciali saranno difficili.

I pochi passi montani diventeranno strategici.

Le cittΓ  costruite vicino a quei passaggi potrebbero essere ricchissime.

Se improvvisamente qualcuno scopre un nuovo percorso attraverso le montagne, l’equilibrio politico cambia.

Lo stesso vale per i fiumi.

Le coste.

Il clima.

Le risorse.

Una cittΓ  nata accanto all’unica miniera di un minerale necessario per utilizzare la magia probabilmente avrΓ  un’importanza enorme.

Una popolazione che vive su isole lontane potrebbe sviluppare una cultura completamente legata alla navigazione.

Possiamo quindi chiederci:

dove trovano l’acqua?

Cosa coltivano?

Come viaggiano?

Quali risorse possiedono?

Quali devono importare?

Quali luoghi sono difficili da raggiungere?

La geografia dei fantastici mondi immaginari non deve essere scientificamente perfetta.

Deve perΓ² avere conseguenze narrative.

Una montagna non Γ¨ soltanto una montagna sulla mappa.

PuΓ² essere un confine, una protezione, un ostacolo o il motivo per cui due popoli non si incontrano da cinquecento anni.

🏘️ Immaginare come vivono davvero le persone

Possiamo creare una capitale meravigliosa con torri alte mille metri.

Ma qualcuno dovrΓ  comunque mangiare.

Dormire.

Lavorare.

Spostarsi.

Crescere dei figli.

Divertirsi.

Litigare con i vicini.

Sono proprio questi elementi quotidiani a rendere credibili i fantastici mondi immaginari.

Domandiamoci:

cosa mangiano le persone?

Come sono costruite le case?

A che etΓ  si diventa adulti?

Esistono scuole?

Come vengono scelti i mestieri?

Quali feste vengono celebrate?

Come ci si sposa?

Come vengono trattati i morti?

Cosa fa una persona normale la domenica equivalente di quel mondo?

Possiamo inventare piccoli dettagli.

In una cittΓ  dove piove continuamente, ogni ingresso potrebbe avere uno spazio obbligatorio per lasciare mantelli e stivali.

In un popolo che considera sacri gli alberi, utilizzare legno per costruire mobili potrebbe essere proibito.

In una societΓ  dove la notte dura trenta ore, potrebbero esistere due diversi turni di vita cittadina.

Sono dettagli che non richiedono pagine di spiegazione.

Possiamo mostrarli naturalmente.

Mira lasciΓ² gli stivali bagnati nella rastrelliera pubblica prima di entrare nel mercato.

Il lettore capisce qualcosa del mondo senza ricevere una lezione.

βš”οΈ Costruire storia, conflitti e vecchie ferite

Nessun paese reale nasce il giorno in cui comincia la storia che stiamo raccontando.

Lo stesso dovrebbe valere per i fantastici mondi immaginari.

Prima del protagonista sono esistite altre persone.

Hanno combattuto.

Costruito cittΓ .

Firmato accordi.

Compiuto errori.

Creato tradizioni.

La storia passata dovrebbe lasciare tracce nel presente.

Immaginiamo due popoli alleati.

Trecento anni prima erano nemici.

L’alleanza attuale potrebbe essere solida a livello politico ma ancora fragile nella cultura popolare.

Potrebbero esistere proverbi offensivi nati durante la guerra.

Vecchi monumenti.

Famiglie che ricordano torti antichi.

Oppure una festa nazionale potrebbe celebrare una vittoria che l’altro popolo considera una tragedia.

La storia diventa interessante quando non rimane confinata in una cronologia.

Produce conseguenze.

Possiamo creare una semplice linea temporale con cinque eventi:

fondazione;

grande crisi;

guerra;

cambiamento politico;

evento recente.

Non servono necessariamente cinquemila anni di cronologia.

Bastano gli eventi che spiegano perché il presente funziona così.

Treccani ricorda inoltre quanto il fantasy contemporaneo abbia recuperato e rielaborato materiali provenienti da fiabe, saghe, miti e tradizioni precedenti.

Anche noi possiamo utilizzare questo principio.

Un mito del nostro mondo immaginario potrebbe essere falso dal punto di vista storico ma fondamentale per l’identitΓ  di un popolo.

Ed ecco un’altra domanda interessante:

ciΓ² che gli abitanti credono del proprio passato Γ¨ realmente accaduto?

Non Γ¨ detto.

✨ Dare regole alla magia e anche dei limiti

Se un mago puΓ² fare qualsiasi cosa in qualsiasi momento, molti problemi narrativi diventano immediatamente meno interessanti.

PerchΓ© affrontare un viaggio di tre mesi se puΓ² teletrasportarsi?

PerchΓ© temere una ferita se puΓ² guarire chiunque?

PerchΓ© esiste la povertΓ  se la magia puΓ² creare qualsiasi oggetto?

Ogni potere genera domande.

Per questo nei fantastici mondi immaginari Γ¨ utile stabilire almeno alcuni limiti.

La magia potrebbe richiedere energia.

Potrebbe funzionare soltanto attraverso determinati oggetti.

Potrebbe avere conseguenze fisiche.

Potrebbe essere illegale.

Potrebbe richiedere anni di studio.

Oppure potrebbe funzionare in modo imprevedibile.

Immaginiamo:

Ogni incantesimo cancella un ricordo di chi lo utilizza.

Improvvisamente la magia diventa una scelta.

Vuoi salvare una persona?

Potresti dimenticare il volto di qualcuno che ami.

Il limite produce conflitto.

Un altro sistema:

La magia puΓ² modificare soltanto qualcosa che il mago riesce a comprendere.

Per guarire un corpo serve quindi conoscere anatomia.

Per modificare una macchina bisogna comprenderne il funzionamento.

Il potere non elimina la competenza.

La rende ancora piΓΉ importante.

Non dobbiamo necessariamente spiegare tutte queste regole al lettore.

Ma dovremmo conoscerle noi.

πŸ‘‘ Pensare a potere, ricchezza e organizzazione della societΓ 

Chi governa?

È una domanda inevitabile.

Ma possiamo andare oltre il classico re.

Chi possiede realmente il potere?

Il sovrano?

I mercanti?

I sacerdoti?

I maghi?

L’esercito?

Le famiglie proprietarie delle risorse?

Una societΓ  potrebbe essere formalmente una monarchia ma dipendere completamente da una corporazione che controlla l’unica sostanza capace di alimentare la magia.

Oppure potrebbe esistere una democrazia nella quale soltanto chi ha compiuto un determinato rito puΓ² votare.

Nei fantastici mondi immaginari possiamo sperimentare organizzazioni molto differenti.

Chiediamoci:

chi stabilisce le leggi?

Chi puΓ² possedere terra?

Come vengono raccolte le tasse?

Chi controlla l’esercito?

Cosa rende una persona ricca?

È possibile cambiare classe sociale?

Chi viene escluso dal potere?

Da queste domande nascono automaticamente conflitti.

Se soltanto alcune famiglie possono utilizzare la magia, qualcuno cercherΓ  di spezzare quel monopolio.

Se una cittΓ  controlla il commercio marittimo, altre cittΓ  potrebbero voler creare rotte alternative.

Politica ed economia non devono diventare una lezione.

Devono creare pressioni sui personaggi.

πŸ—£οΈ Creare nomi, lingue e parole senza renderli impronunciabili

Inventare nomi Γ¨ divertente.

FinchΓ© non ci ritroviamo con:

Xh’aerthyl Q’zhar.

Magari Γ¨ perfetto per il nostro universo.

Ma se ogni personaggio possiede un nome di questo tipo, il lettore potrebbe passare metΓ  del romanzo cercando di ricordare chi sia chi.

La coerenza linguistica Γ¨ spesso piΓΉ importante della complessitΓ .

Possiamo decidere che una determinata cultura utilizzi nomi brevi:

Arin.

Mera.

Tovan.

Un’altra potrebbe avere:

Elvarion.

Seredia.

Valereth.

Il lettore percepirΓ  inconsciamente una differenza culturale.

Possiamo inventare anche parole specifiche.

Una festa.

Un grado militare.

Una moneta.

Un saluto.

Non Γ¨ necessario creare una lingua completa.

Qualche elemento coerente puΓ² essere sufficiente.

Un esercizio utile consiste nel leggere ad alta voce i nomi.

Se noi stessi facciamo fatica a pronunciarli, forse possiamo semplificarli.

Per allenare proprio questa parte inventiva puΓ² essere utile esplorare anche la sezione Ispirazione e giochi di parole, dedicata agli esperimenti linguistici e alla generazione di idee creative.

🍞 Usare i piccoli dettagli per far sembrare vero ciò che non esiste

Un castello volante Γ¨ spettacolare.

Ma a volte Γ¨ una pagnotta a rendere vero un mondo.

Immaginiamo:

Taren comprΓ² due pani di radice per quattro lune di rame.

In una frase abbiamo introdotto un alimento e una moneta.

Possiamo aggiungere:

Il venditore gli restituì una moneta scheggiata. Taren protestò: nessuno avrebbe accettato rame danneggiato durante la Festa delle Acque.

Adesso abbiamo anche una piccola regola sociale e una festa.

Non abbiamo spiegato nulla.

Abbiamo mostrato.

I fantastici mondi immaginari diventano convincenti attraverso questi dettagli.

Quali giochi fanno i bambini?

Come insultano le persone?

Cosa mangiano per strada?

Come misurano il tempo?

Qual Γ¨ un regalo considerato maleducato?

Cosa porta sfortuna?

Come salutano qualcuno importante?

Quale mestiere viene considerato prestigioso?

Possiamo persino inventare modi di dire.

In un popolo marinaro:

Stai contando le onde prima della tempesta.

Potrebbe significare preoccuparsi troppo presto.

Una metafora nata dal mondo fa sentire che quella cultura esisteva prima dell’inizio del capitolo.

πŸšͺ Mostrare il mondo attraverso la storia senza spiegare tutto

Abbiamo costruito una bellissima ambientazione.

Adesso vogliamo raccontarla.

Ed ecco la tentazione:

spiegare tutto.

Il protagonista entra nella capitale e noi interrompiamo la storia per raccontare ottocento anni di architettura.

Il problema non Γ¨ aver costruito quelle informazioni.

È pensare che il lettore debba conoscerle tutte.

Una buona regola per i fantastici mondi immaginari Γ¨:

mostrare ciΓ² che serve quando serve.

Se il protagonista attraversa una porta sorvegliata, possiamo scoprire che le guardie controllano i documenti.

Se deve corromperne una, scopriamo qualcosa sul sistema.

Se viene fermato perchΓ© appartiene a una determinata popolazione, scopriamo un conflitto sociale.

Il mondo emerge dall’azione.

Possiamo lasciare anche zone misteriose.

Una torre che nessuno visita.

Un continente indicato sulla mappa ma mai esplorato.

Una religione di cui conosciamo soltanto qualche rito.

Il lettore non ha bisogno di possedere immediatamente un’enciclopedia.

Ha bisogno di sentire che, se girasse l’angolo, troverebbe qualcosa.

Il fantastico, del resto, ha sviluppato nel tempo moltissime forme e contaminazioni, dal gotico alle dimensioni oniriche fino al fantasy propriamente detto: non esiste quindi un unico modello obbligatorio di mondo immaginario.

🧭 Controllare la coerenza senza diventare prigionieri del worldbuilding

A un certo punto dobbiamo fermarci.

È possibile passare mesi a costruire un mondo senza scrivere una sola scena.

Inventiamo calendari.

Alberi genealogici.

Sistemi monetari.

Ricette.

Bandierine.

E il protagonista continua ad aspettare.

Il worldbuilding dovrebbe servire la storia.

Non sostituirla.

Possiamo quindi dividere le informazioni in tre gruppi.

Devo saperlo adesso.

Informazioni necessarie per scrivere la scena.

Potrebbe servire.

Elementi da sviluppare quando diventeranno rilevanti.

È divertente ma non necessario.

Dettagli che possiamo inventare soltanto se ci fanno piacere.

Questo evita di costruire preventivamente ogni centimetro dei nostri fantastici mondi immaginari.

Durante la scrittura emergeranno nuove domande.

Se il protagonista entra in una locanda, improvvisamente dovremo sapere cosa si beve.

Inventiamolo allora.

Se deve attraversare un confine, decidiamo come funzionano i confini.

Il mondo cresce insieme alla storia.

Per continuare ad allenare questo approccio puoi esplorare la sezione Scrittura creativa di Scrivimelo.it, che raccoglie contenuti dedicati proprio alla costruzione di storie, idee e tecniche narrative. La categoria Γ¨ giΓ  una delle aree piΓΉ ricche del sito.

βœ… Conclusione: il mondo migliore Γ¨ quello che fa venire voglia di esplorarlo

Costruire fantastici mondi immaginari non significa necessariamente creare l’universo piΓΉ grande possibile. Significa dare al lettore la sensazione che ciΓ² che vede sulla pagina sia soltanto una parte di qualcosa di piΓΉ vasto. Una strada continua oltre la scena. Una cittΓ  possiede quartieri che non visiteremo. Un personaggio ricorda eventi che non abbiamo raccontato. Una cultura ha abitudini nate molto prima dell’arrivo del protagonista.

Per sviluppare altre tecniche narrative puoi partire dalla sezione Scrittura creativa, mentre per trovare nomi, associazioni insolite e nuovi punti di partenza puΓ² essere utile passare da Ispirazione e giochi di parole. Se il problema non Γ¨ inventare il mondo ma riuscire a raccontarlo con maggiore efficacia, puoi invece esplorare Migliorare la scrittura.

Per approfondire il genere da una fonte autorevole, l’Enciclopedia Treccani dedicata al fantasy ripercorre caratteristiche e origini di una narrativa costruita proprio attraverso personaggi, ambientazioni e avventure generate dalla fantasia, ricordandone anche il legame con miti, fiabe e tradizioni precedenti.

Quando inventiamo un mondo possiamo quindi partire da qualcosa di molto piccolo.

Una legge impossibile.

Una cittΓ .

Una creatura.

Una moneta.

Una festa.

Una domanda.

Poi chiediamoci:

Se questa cosa esistesse davvero qui dentro, cos’altro dovrebbe essere diverso?

Rispondiamo.

E poi facciamo di nuovo la stessa domanda.

È cosΓ¬ che un’idea smette lentamente di sembrare uno sfondo.

Diventa un luogo.

E quando il lettore chiude la storia continuando a immaginare cosa potrebbe esistere oltre la prossima montagna, probabilmente quel mondo ha iniziato davvero a vivere.

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