π Introduzione
Immaginiamo due modi di presentare la stessa persona.
Il primo:

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βMarco ha quarantadue anni, lavora come commercialista, Γ¨ divorziato, vive da solo ed Γ¨ una persona molto precisa.β
Abbiamo diverse informazioni.
Ma conosciamo davvero Marco?
Proviamo in un altro modo.
βMarco arriva sempre dieci minuti prima. Anche quando deve incontrare sua figlia, che arriva sempre venti minuti dopo. Ogni domenica si siede allo stesso tavolo del bar, ordina due spremute e quando il cameriere gli chiede se aspetta qualcuno risponde: βSΓ¬, ma non abbiamo frettaβ.β
Adesso Marco comincia a esistere.
Non sappiamo ancora che lavoro faccia.
Non conosciamo il suo indirizzo.
Non sappiamo nemmeno esplicitamente che rapporto abbia con la figlia.
Eppure abbiamo giΓ percepito qualcosa.
Lo storytelling dei personaggi funziona proprio cosΓ¬: non consiste nell’accumulare caratteristiche, ma nel trasformare quelle caratteristiche in comportamenti, decisioni, desideri, contraddizioni e relazioni.
Un personaggio non Γ¨ interessante perchΓ© possiede cinquanta informazioni biografiche.
Diventa interessante quando vuole qualcosa.
Quando qualcosa glielo impedisce.
Quando deve scegliere.
Quando commette errori.
Quando sorprende il lettore senza smettere di essere coerente con ciΓ² che abbiamo imparato su di lui.
Le guide della Purdue Online Writing Lab dedicate alla costruzione dei personaggi insistono proprio sul rapporto tra valori, convinzioni, desideri, bisogni e obiettivi. Un personaggio credibile non Γ¨ quindi soltanto qualcuno che possiamo descrivere: Γ¨ qualcuno di cui possiamo immaginare le reazioni.
Vediamo come costruirlo.

π PerchΓ© ricordiamo i personaggi piΓΉ delle trame
Possiamo dimenticare l’ordine esatto degli eventi di una storia letta anni fa e ricordare perfettamente un personaggio.
Il suo modo di parlare.
Una scelta.
Una paura.
Una relazione.
Una battuta.
Questo accade perchΓ© una trama acquista significato attraverso chi la vive.
Immaginiamo:
βUna nave affonda.β
Γ un evento.
Ora aggiungiamo:
βUna donna che ha trascorso tutta la vita evitando il mare si trova su una nave che sta affondando.β
La situazione diventa immediatamente piΓΉ specifica.
Cambiamo protagonista:
βUn uomo che lavora da trent’anni sulle navi deve affrontare per la prima volta un naufragio.β
Γ ancora la stessa situazione esterna.
Ma la storia Γ¨ differente.
Lo storytelling dei personaggi crea quindi un legame tra ciΓ² che succede e la persona a cui succede.
Possiamo chiederci:
PerchΓ© proprio questo personaggio?
PerchΓ© questa situazione Γ¨ particolarmente difficile per lui?
Cosa mette in discussione?
Cosa rischia di perdere?
Una storia diventa molto piΓΉ interessante quando l’evento esterno colpisce qualcosa di personale.
π― Partire da ciΓ² che un personaggio desidera
Una delle domande piΓΉ importanti Γ¨ semplicissima:
cosa vuole?
La Purdue Online Writing Lab sottolinea che i personaggi dovrebbero generalmente avere obiettivi chiari, perchΓ© senza un obiettivo manca una motivazione capace di spingerli all’azione.
Non serve necessariamente qualcosa di enorme.
Un personaggio puΓ² volere:
salvare il mondo;
ottenere un lavoro;
riconquistare qualcuno;
nascondere un segreto;
arrivare puntuale;
essere lasciato in pace;
ricevere delle scuse;
finire una cena senza litigare.
Possiamo avere contemporaneamente obiettivi grandi e piccoli.
Immaginiamo Laura.
Grande obiettivo:
vuole ricostruire il rapporto con sua sorella.
Obiettivo della scena:
vuole convincerla a rimanere altri dieci minuti.
Ora possiamo scrivere.
LAURA: Vuoi un caffè?
SARA: No.
LAURA: Lo faccio comunque.
SARA: Devo andare.
LAURA: Ci vogliono tre minuti.
SARA: Γ da dieci anni che dici βtre minutiβ.
Il caffè non è realmente il centro della scena.
Laura sta cercando tempo.
Il desiderio rende significativa una normale conversazione.
βοΈ Trasformare gli ostacoli in conflitto narrativo
Se il personaggio vuole qualcosa e la ottiene immediatamente, abbiamo poca storia.
Marco vuole un lavoro.
Fa il colloquio.
Viene assunto.
Fine.
Introduciamo un ostacolo.
Marco vuole quel lavoro, ma l’azienda Γ¨ diretta dalla persona che aveva tradito professionalmente dieci anni prima.
Ora abbiamo un problema.
Oppure:
Marco vuole il lavoro, ma scopre che per ottenerlo dovrebbe trasferirsi e lasciare il padre che dipende da lui.
Il conflitto diventa diverso.
La Purdue OWL collega esplicitamente gli obiettivi dei personaggi agli ostacoli della trama: ciΓ² che impedisce al protagonista di ottenere quello che vuole puΓ² diventare una delle principali forze narrative.
L’ostacolo non deve essere sempre una persona.
PuΓ² essere:
una paura;
una convinzione;
il tempo;
una responsabilitΓ ;
una promessa;
una legge;
una condizione economica;
un errore passato.
I conflitti piΓΉ interessanti spesso combinano ostacoli esterni e interni.
Anna vuole parlare in pubblico per ottenere una promozione.
Problema esterno:
deve presentare un progetto davanti alla direzione.
Problema interno:
ha il terrore di esporsi.
Ora il successo professionale richiede anche una trasformazione personale.
π Pregi, difetti e contraddizioni rendono un personaggio umano
Un personaggio puΓ² essere generoso e geloso.
Coraggioso sul lavoro e insicuro nelle relazioni.
Affettuoso con i figli e incapace di chiedere scusa.
Brillante e disordinato.
Timido e incredibilmente competitivo.
Le contraddizioni non sono necessariamente errori di caratterizzazione.
Sono spesso ciΓ² che rende una persona credibile.
Pensiamo:
βPaolo Γ¨ estremamente parsimonioso.β
Γ una caratteristica.
Aggiungiamo:
βPaolo confronta per venti minuti il prezzo di due confezioni di pasta, ma ogni anno spende metΓ dei propri risparmi per portare sua madre in viaggio.β
Adesso la parsimonia acquista un significato differente.
Non Γ¨ semplicemente avarizia.
Forse Paolo attribuisce valore al denaro in modo molto selettivo.
Un personaggio perfetto tende invece a creare pochi problemi.
Se Γ¨:
intelligente;
coraggioso;
generoso;
affascinante;
competente;
sempre moralmente corretto,
dove nasce il conflitto?
Purdue OWL evidenzia proprio come personaggi capaci di fare tutto perfettamente risultino meno credibili e suggerisce di permettere loro di fallire.
Un difetto utile non Γ¨ un’etichetta decorativa.
Deve avere conseguenze.
π§ Costruire un passato senza raccontarlo tutto
Per conoscere bene un personaggio possiamo immaginare molto piΓΉ di ciΓ² che finirΓ nella storia.
Dove Γ¨ cresciuto?
Che rapporto aveva con i genitori?
Qual era la sua paura da bambino?
Qual Γ¨ stata la prima grande delusione?
Di cosa si vergogna?
Quale ricordo racconta continuamente?
Quale invece evita?
La Purdue Online Writing Lab propone proprio una lunga serie di domande per esplorare famiglia, relazioni, comportamento e passato dei personaggi, ricordando perΓ² un principio fondamentale: non tutte le informazioni raccolte devono comparire nel testo.
Questo Γ¨ essenziale.
Se sappiamo che Anna da bambina aspettava inutilmente ogni domenica che suo padre andasse a prenderla, potremmo comprendere perchΓ© da adulta reagisce molto male ai ritardi.
Non dobbiamo necessariamente raccontare immediatamente:
βAnna odiava i ritardi perchΓ© suo padreβ¦β
Possiamo scrivere:
MARCO: Sono dodici minuti.
ANNA: Tredici.
MARCO: Hai contato?
ANNA: Sì.
Il passato influenza il presente senza essere spiegato.
Potremo rivelarlo dopo.
Oppure non rivelarlo mai completamente.
L’autore deve conoscere piΓΉ cose del lettore.
π Mostrare il carattere attraverso azioni e piccoli dettagli
Scriviamo:
βFrancesco Γ¨ generoso.β
Abbiamo comunicato una caratteristica.
Ma possiamo mostrarla.
βQuando arrivΓ² il conto, Francesco lo prese senza guardarlo e aspettΓ² che gli altri uscissero prima di chiedere al cameriere se poteva pagare in due volte.β
Ora abbiamo generositΓ e difficoltΓ economica contemporaneamente.
Oppure:
βMaria Γ¨ molto ordinata.β
Possiamo scrivere:
βMaria raddrizzΓ² il quadro mentre la casa stava ancora tremando.β
Questa azione potrebbe suggerire qualcosa di molto piΓΉ interessante della semplice precisione.
Purdue OWL suggerisce di utilizzare dettagli fisici e ambientali per rendere visibili caratteristiche del personaggio senza doverle dichiarare direttamente.
Possiamo quindi cercare:
gesti;
vestiti;
oggetti;
abitudini;
postura;
modo di utilizzare lo spazio;
reazioni.
Un personaggio nervoso potrebbe controllare continuamente l’orologio.
Uno insicuro potrebbe preparare mentalmente una frase prima di entrare in una stanza.
Uno arrogante potrebbe ricordare perfettamente i nomi delle persone importanti e dimenticare quelli degli altri.
Il comportamento racconta.
π¬ Dare a ogni personaggio una voce riconoscibile
Immaginiamo tre persone che devono comunicare la stessa informazione:
βΓ tardi.β
Personaggio A:
βDobbiamo andare.β
Personaggio B:
βSe usciamo nei prossimi trenta secondi possiamo ancora fingere di essere persone puntuali.β
Personaggio C:
βSono le nove e ventitrΓ©.β
Stesso messaggio.
Tre voci.
La voce dipende da:
personalitΓ ;
etΓ ;
ambiente;
educazione;
rapporto con l’interlocutore;
situazione emotiva.
Una persona puΓ² inoltre parlare in modo diverso con persone differenti.
Marco con il capo:
βCertamente, verifico subito.β
Marco con il fratello:
βFallo tu.β
Marco con la figlia:
βVediamo insieme.β
Non Γ¨ incoerenza.
Γ relazione.
Un esercizio efficace consiste nel togliere i nomi da un dialogo.
Riusciamo ancora a capire chi sta parlando?
Se tutti utilizzano le stesse costruzioni, lo stesso vocabolario e lo stesso ritmo, probabilmente dobbiamo differenziare maggiormente le voci.
π€ Usare le relazioni per mostrare lati differenti
Nessuno esiste completamente da solo.
Possiamo conoscere un personaggio attraverso il modo in cui tratta:
un genitore;
un cameriere;
un superiore;
un bambino;
un ex partner;
uno sconosciuto;
qualcuno da cui ha bisogno di qualcosa.
Immaginiamo Roberto.
Con il proprio capo Γ¨ accomodante.
Con i colleghi Γ¨ divertente.
Con suo padre diventa aggressivo.
Con la figlia Γ¨ pazientissimo.
Qual Γ¨ il βveroβ Roberto?
Tutti.
Lo storytelling dei personaggi diventa molto piΓΉ ricco quando accettiamo che una persona possa mostrare parti differenti di sΓ© in relazioni differenti.
Possiamo utilizzare anche ciΓ² che gli altri pensano del protagonista.
Sara considera Marco coraggioso.
Marco pensa di essere incosciente.
Sua madre lo considera irresponsabile.
Tre interpretazioni dello stesso comportamento.
Il lettore dovrΓ costruire la propria.
π Far cambiare il personaggio durante la storia
Un protagonista non deve necessariamente diventare una persona completamente diversa.
Deve perΓ² essere messo alla prova.
All’inizio:
Anna non chiede mai aiuto.
Durante la storia questa caratteristica le permette di superare alcune difficoltΓ .
Poi comincia a crearne altre.
Nel momento decisivo deve scegliere:
continuare a fare tutto da sola oppure fidarsi di qualcuno.
Il cambiamento nasce dal conflitto.
PuΓ² essere positivo.
Anna impara a chiedere aiuto.
Negativo.
Anna diventa ancora piΓΉ chiusa.
Oppure ambiguo.
Anna chiede aiuto, ma alla persona sbagliata.
Purdue OWL osserva che i personaggi principali tendono a svilupparsi durante la storia: ciΓ² che sono all’inizio non coincide necessariamente con ciΓ² che saranno alla fine.
La trasformazione risulta convincente quando possiamo riconoscere le tappe che l’hanno prodotta.
Non dovrebbe sembrare una decisione improvvisa dell’autore.
βοΈ Esempi pratici di storytelling dei personaggi
Vediamo alcuni esempi.
Personaggio descritto direttamente
βClaudio era molto timido.β
Personaggio mostrato
βClaudio arrivava alle feste sempre con qualcosa in mano. Una bottiglia, un dolce, qualsiasi cosa gli permettesse di avere una ragione precisa per avvicinarsi a qualcuno.β
Personaggio descritto direttamente
βTeresa era orgogliosa.β
Personaggio mostrato
βTeresa impiegΓ² venti minuti per cambiare una ruota. Il benzinaio dall’altra parte della strada la osservava da almeno dieci. Nessuno dei due fece il primo passo.β
Contraddizione
βGiulio non sopportava i bambini. Conservava perΓ² nel portafoglio tutti i disegni che sua nipote gli regalava.β
Desiderio
MARTA: Devi proprio partire?
LUCA: Sì.
MARTA: Anche se piove?
LUCA: Il treno parte anche quando piove.
MARTA: Potrebbero cancellarlo.
LUCA: Non lo cancelleranno.
MARTA: Potrebbero.
Marta non sta parlando del meteo.
Vuole che Luca rimanga.
Difetto che produce conflitto
PAOLO: Ho sistemato tutto.
ANNA: Non ti avevo chiesto di farlo.
PAOLO: Era un problema.
ANNA: Era il mio problema.
Paolo puΓ² essere efficiente e disponibile.
Ma la sua necessitΓ di risolvere ogni cosa puΓ² diventare invasiva.
Caratterizzazione attraverso un oggetto
βOgni volta che cambiava telefono, Andrea trasferiva fotografie, contatti e messaggi. Cancellava soltanto una conversazione. Sempre la stessa.β
Immediatamente nasce una domanda.
Quale conversazione?
PerchΓ© la conserva fino al momento del cambio?
PerchΓ© poi la elimina?
Un piccolo comportamento puΓ² aprire una storia.
π οΈ Costruire un personaggio passo dopo passo
Possiamo partire da sette domande.
Cosa vuole?
Non in generale.
Cosa vuole adesso?
PerchΓ© lo vuole?
L’obiettivo senza motivazione rischia di sembrare arbitrario.
Cosa teme?
Non serve necessariamente una fobia.
Potrebbe temere:
essere abbandonato;
fallire;
deludere qualcuno;
essere scoperto;
diventare come un genitore.
Qual Γ¨ la sua contraddizione?
Generoso ma competitivo.
Indipendente ma terrorizzato dalla solitudine.
Brillante ma incapace di prendere decisioni.
Cosa nasconde?
Un fatto.
Un’emozione.
Un desiderio.
Come reagisce quando perde il controllo?
Attacca?
Scappa?
Fa battute?
Diventa freddo?
Cosa dovrΓ imparare o rifiutarsi di imparare?
Qui possiamo trovare il possibile arco narrativo.
A questo punto non scriviamo ancora una biografia.
Mettiamo il personaggio in una scena.
Qualcuno gli dice:
βNo.β
Cosa fa?
Γ proprio quando incontra resistenza che iniziamo davvero a conoscerlo.
β οΈ Gli errori che rendono i personaggi artificiali
Il primo errore Γ¨ confondere quantitΓ di informazioni e profonditΓ .
Una scheda di cinque pagine non garantisce un personaggio interessante.
Il secondo Γ¨ creare personaggi perfettamente coerenti.
Le persone possono essere contraddittorie.
CiΓ² che deve essere credibile Γ¨ il motivo della contraddizione.
Il terzo Γ¨ utilizzare un difetto puramente cosmetico.
βΓ troppo generoso.β
βLavora troppo.β
βΓ troppo intelligente.β
Un vero difetto dovrebbe poter creare conseguenze negative.
Il quarto errore Γ¨ spiegare ogni comportamento.
Lasciamo al lettore qualcosa da interpretare.
Il quinto Γ¨ utilizzare il passato come giustificazione automatica.
Un trauma non sostituisce una personalitΓ .
Due persone possono vivere esperienze simili e reagire in modi completamente diversi.
Il sesto Γ¨ far parlare tutti allo stesso modo.
Il settimo Γ¨ creare personaggi secondari che esistono soltanto per consegnare informazioni al protagonista.
Anche una figura minore puΓ² dare l’impressione di avere una propria vita.
Infine, attenzione alle copie troppo precise di persone reali. Purdue OWL suggerisce prudenza nel trasferire integralmente persone esistenti nella narrativa: possiamo prendere ispirazione da dettagli osservati nella realtΓ senza dover ricreare completamente qualcuno che conosciamo.
β Conclusione: un personaggio vive quando smette di essere una scheda
Lo storytelling dei personaggi non nasce dal numero di informazioni che conosciamo sul protagonista, ma dalla capacitΓ di trasformare quelle informazioni in desideri, comportamenti, conflitti e decisioni. Sapere che una persona Γ¨ testarda Γ¨ utile all’autore; vedere quella testardaggine costarle qualcosa Γ¨ ciΓ² che interessa al lettore.
Per allenarti concretamente puoi partire dagli esercizi di scrittura creativa, dove trovi attivitΓ dedicate anche alla costruzione dei personaggi attraverso contraddizioni, oggetti e dialoghi. Puoi poi approfondire le tecniche di scrittura creativa per lavorare su caratterizzazione, ambientazione, dialoghi e struttura narrativa, oppure esplorare la sezione dedicata a Copywriting e storytelling per osservare come i principi del racconto possano essere utilizzati in contesti differenti.
Come riferimento esterno, la Purdue University mette a disposizione una guida dedicata alla creazione di personaggi convincenti, con indicazioni su obiettivi, conflitti, credibilitΓ , personalitΓ e dettagli. La stessa Purdue OWL propone anche una guida introduttiva alla costruzione dei personaggi, utile per ragionare su valori, convinzioni, desideri, bisogni e passato.
Quando creiamo un nuovo protagonista possiamo quindi evitare di iniziare da una scheda anagrafica infinita. Proviamo invece a dargli qualcosa che desidera molto e qualcosa che gli impedisce di ottenerlo. Mettiamolo davanti a una persona capace di far emergere il suo lato peggiore. Diamogli una piccola abitudine che racconti qualcosa di lui. Facciamogli prendere una decisione.
Poi osserviamo cosa succede.
Un personaggio comincia davvero a vivere quando non possiamo piΓΉ descriverlo soltanto con tre aggettivi, perchΓ© abbiamo iniziato a immaginare cosa farebbe.
Ed Γ¨ proprio in quel momento che smette di sembrare costruito per la storia.
Comincia a sembrare qualcuno che la storia la sta vivendo.

